La nascita del Logo della Ditta
E’ nato dalla semplice osservazione di un orologio solare capostipite di tutti i nostri strumenti, naturalmente funzionante, senza arresti o malfunzionamenti, da una semplice ombra al suo transire sulla superfice della pietra, opportunamente suddivisa a sezioni di giornata.
La superfice liscia e lineare trafitta dallo “gnomone!” era l’iniziale del mio cognome, la “L”, mentre una parte della suddivisione sulla superficie disegnava quella del mio nome, la “C”.
Le due cose erano già unite e fatte dal destino: avevo sotto il mio naso il mio LOGO!
Mi bastò ridurlo ad un disegno ed aggiungere le lettere mancanti e, come d’incanto, prendeva forma innanzi a me il simbolo che mi avrebbe rappresentato tutta la vita.
Bello, diretto, invidiato da noti designer e stilisti, mi fu consegnato tra le mani dal sole.
Successivamente, dopo parecchi anni di utilizzo e visione, forse ormai scontato, un amico mi fece notare che, riportato ai giorni nostri, era molto più palese il richiamo a due lancette su di un quadrante! Niente di più bello! La sua osservazione mi riempì di gioia, era come se un bimbo fosse cresciuto con la mia ditta e si mostrasse, ad oggi, come un moderno orologio.
Un vecchio pensiero era comunque moderno, cresciuto, evoluto e sempre fiero d’esistere; era come se avesse seguito il passare degli anni e fosse diventato adulto senza invecchiare; come se avesse abbandonato la primordiale ombra nativa e si fosse avvalso, per riuscire a camminare, di ingranaggi e lancette. Nulla mi rese più contento della cosa che avevo pensato anni prima e ritrovavo oggi, proprio oggi, assolutamente “al passo coi tempi”, non tramontato.
Ed ecco come dalla foto accostati Logo e lancette…


Chi siamo
Dalla nutrita presenza di laboratori artigianali, parlo ovviamente di parecchi anni fa, prima quindi della perdita culturale nazionale che ha portato il nostro Paese al tracollo ed alla perdita di un patrimonio, mi riferisco ai numerosi artigiani che non esistono più, ebbi l’opportunità e la fortuna di frequentare parecchi laboratori artigianali legati al mondo del restauro in generale, dai dipinti ai mobili, quadri, oggetti, pietre dure, preziosi, strumenti scientifici da laboratorio compresi gli ottici ed infine orologi.
Ero un piccolo “Hugo Cabret” immerso in tanta cultura e bellezza e, pensando a quanto forse mi rimaneva da vivere, realizzavo che non sarebbero bastate chissà quante vite per fare tutto quello che volevo fare. Comunque non mi lasciai prendere dallo sconforto e, preso da tanta euforia, mi ripromisi di prendere il tempo “per le corna” e di diventarne, non avendo la possibilità di gestire il futuro, il restauratore, sì, il “Restauratore del Tempo”.
Rimettere in funzione quello che non andava più, quello che era stato dimenticato, maltrattato, reso un rottame dalla ruggine e dall’imperversare delle intemperie e, spesso, dall’incuria umana, dalla povertà culturale, dall’ignoranza.
Non c’è prezzo al mondo che possa appagare l’animo che ha condotto la mano di un restauratore orologiaio, nel condurre il proprio lavoro sino al momento del primo “tic tac”, paragonabile al vagito di un bimbo che nasce! Come quell’orologio che tempo prima era groviglio di polvere, ossido e grasso imputridito ed ora uno strumento “vivente”!
Con lo stesso entusiasmo presi in considerazione le molteplici conoscenze acquisite in altri laboratori ed unì il tutto per dare libero sfogo a riparazioni diverse da quelle solitamente fatte, allargando lo spazio delle riparazione ad automi, carillon, giocattoli meccanici d’epoca… Va da sé che per lavorare su tali oggetti si debba obbligatoriamente prendere in considerazione la conoscenza dei materiali e delle tecniche di lavorazione mirate.
Uno studio ed un interesse che è ad oggi sempre attivo, tra colori resine, strumenti, macchine utensili, tecniche di saldatura, supporti informatici di settore come macchine a controllo numerico, etc etc.
